Luigi Grill
N° 16
Ruolo in campo: difensore
Anno di nascita: ???? ITALIA
Anno di ingresso nella Squadra dei Tori Seduti: 2004
Handicap: amputazione piede destro
Altre attività sportive: sci, bike
"Era da molto tempo che desideravo fare sport, ma per noi DIVERSAMENTI ABILI non è facile trovare le strutture adeguate, ma finalmente un giorno ci fu una svolta, perché mi avevano riferito che a Sestriere c’era la scuola di sci per persone DIVERSAMENTE ABILI, ed io che avevo un gran desiderio di poter sciare con mio figlio, non mi feci sfuggire questa opportunità, così contattai subito la scuola di sci che faceva parte dell’associazione SPORT DI PIU’, quindi mi scrissi subito. Da lì cominciò la mia carriera nello sport agonistico, perché io pensavo praticare solo lo sci, ma un bel giorno il presidente di SPORT DI PIU’ FABRIZIO BENIDENTI mi presentò la signora TIZIANA NASI che mi disse che stavano cercando giocatori per lo SLEGE HOCKEY in quanto stavano formando la prima squadra a Torino e le avrebbe fatto molto piacere se fossi andato a provare, ed io non mi feci sfuggire nemmeno questa occasione. Quindi mi recai al mio primo allenamento di SLEGE KOCKY con TIZIANA NASI che mi presentò gli altri giocatori, ma in particolare colui che lo divulgò in Italia ANDREA CHIAROTTI che era stato un giocatore di Hockey sul ghiaccio della VALPE prima del suo incidente. Quindi iniziai gli allenamenti, i quali divennero sempre più frequenti per la formazione della squadra che prese il nome di TORI SEDUTI così iniziammo 1 CAMPIONATO ITALIANO ed io ne feci parte poi ci furono gli EUROPEI e infine la selezione delle prime PARAOLIMPIADI ITALIANE DI SLEGE HOCKEY. La selezione si faceva sempre più sentire in vista delle paraolimpiadi, dove tutti avrebbero voluto esserci, perché era un evento molto importante per le squadre italiane; la selezione avvenne a BELSEGA DEL PINE’ durante l’ultimo allenamento vennero fatti i nomi dei giocatori che avrebbero partecipato alle paraolimpiadi, quando venne fatto il mio nome non riuscì a crederci di essere stato scelto, ma il più felice fu mio figlio. La mia prima partita delle paraolimpiadi me la ricorderò per sempre proprio quando dovevo dare il meglio di me mi sono fatto prendere dall’emozione, non riuscivo a giocare, vedere tutto quel pubblico mi paralizzava, per fortuna l’allenatore MASSIMO DARIN aveva capito il mio problema infatti non si arrabbiò. Per me è stata un’esperienza indimenticabile che porterò sempre nel mio cuore."
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